Validazione dei dati prodotto: AI dove serve, regole altrove
I dati prodotto sono un caso d’uso attraente: gli input sono disordinati e l’output atteso sembra strutturato. Ma un modello capace di leggere o scrivere non deve decidere la conformità. Separiamo interpretazione probabilistica e controllo deterministico: i modelli estraggono e formulano; regole tracciabili validano e decidono.
I dati prodotto sono un sistema di controllo
Un record collega evidenze del fornitore, requisiti commerciali, obblighi legali, specifiche di canale e master data. Un attributo può influire su ricerca, logistica, tasse, sicurezza, packaging e aspettative. «Generare contenuti» è quindi il confine sbagliato: il workflow riceve prove, identifica entità, applica policy, instrada eccezioni, registra approvazioni e pubblica una versione autorizzata.
- Interpretazione: leggere documenti, immagini e testo variabili; mappare termini; redigere.
- Controllo: verificare campi, tipi, valori, unità, dipendenze, evidenze, diritti e stato.
I modelli aiutano l’interpretazione. Il controllo resta deterministico quando la policy può essere espressa. Riunire entrambi in un prompt rende difficili audit e test.
Definire il record canonico prima dell’AI
Il modello canonico richiede ID stabili, campi tipizzati e ownership. Per ogni attributo definiamo significato, unità, cardinalità, fonti, prove, ambito e autorità. Le evidenze grezze restano immutabili e i candidati separati dai valori approvati.
product_id
attribute_id
candidate_value
source_document_id
source_location
extraction_method
model_or_rule_version
confidence
created_at
review_status
Il record produttivo contiene solo valori approvati. Come in un catalogo B2B con pagine di certificazione, i claim restano legati alle evidenze.
Dove i modelli creano valore
Estrarre candidati da evidenze non strutturate
Moduli, schede, etichette e immagini esprimono lo stesso attributo in modi diversi. Il modello restituisce un candidato con riferimento; senza prova deve produrre null. Regione dell’immagine, pagina o passaggio restano disponibili. La confidence instrada il lavoro, non sostituisce l’evidenza.
Mappare il linguaggio su un vocabolario controllato
Il modello propone un concetto e spiega il mapping; regola o reviewer autorizzato accetta. Le corrispondenze esatte e i sinonimi deterministici vengono prima.
Formulare testi per il cliente
Titoli, bullet, sintesi e traduzioni derivano solo da attributi approvati. Regole verificano lunghezza, claim vietati, qualificatori, terminologia e valori non supportati. Il modello non giudica il proprio testo.
Dove devono decidere le regole
| Tipo | Controllo di esempio |
|---|---|
| Presenza | Attributo obbligatorio compilato |
| Tipo e formato | Valore conforme al tipo |
| Intervallo | Numero nel range autorizzato |
| Enumerazione | Valore nel vocabolario corrente |
| Unità | Unità consentita e conversione approvata |
| Cross-field | Campo dipendente presente |
| Evidenza | Claim con fonte valida e attuale |
| Coerenza | Quantità, dimensioni e totali concordano |
| Ambito | Valore valido per lingua, mercato e canale |
| Autorità | Attore autorizzato a pubblicare |
Ogni regola ha ID, versione, owner, severità e messaggio leggibile. Lo stesso servizio opera su ingestion, estrazione, modifica, export e pubblicazione. La separazione rende più sicura anche la flatfile automation su più destinazioni: il formato cambia senza indebolire la policy canonica.
Un workflow di riferimento
- Ingest: registrare file, checksum, origine e ricezione.
- Preprocess: classificare e associare identità prodotto.
- Extract: parser prima, modelli sui campi irrisolti.
- Normalise: convertire formati e unità senza cambiare significato.
- Validate: eseguire regole versionate.
- Review: inviare eccezioni e rischi a persone autorizzate.
- Approve: registrare valore, prova e identità.
- Publish: usare adapter controllati.
- Observe: acquisire rifiuti, correzioni e outcome.
Ogni transizione produce un evento e abilita la rivalidazione. Lo stesso vale per le lingue: un’architettura commerce multilingue tratta le traduzioni come output derivati e versionati, mantenendo comuni fatti ed evidenze. ID, date, unità e codici seguono percorsi deterministici; i modelli gestiscono l’ambiguità.
La confidence instrada il lavoro, non certifica la verità
Una confidence alta non prova correttezza, attualità o autorità. Insieme a rischio e regole sceglie il percorso. Claim sensibili richiedono approvazione; prova mancante significa astensione. Le soglie sono calibrate per attributo e documento, misurando precision, recall, astensione e override per segmento.
Le eccezioni fanno parte del prodotto
Bundle, ricambi, varianti, record legacy e documenti discordanti sono normali. Ogni eccezione ha reason code, severità, owner, scadenza e risoluzione. Il reviewer vede candidato, prova, regole e impatto. Gli override sono espliciti e circoscritti; la ripetizione segnala policy o tassonomia da correggere. Le priorità seguono il rischio.
Misurare dalla baseline all’outcome
Prima dell’automazione misuriamo completezza, validazione al primo passaggio, correzioni, tempo, rifiuti e difetti gravi. I report riservati usano Baseline = 100; valori assoluti restano nell’ambiente autorizzato.
- accuratezza dei candidati e copertura delle prove;
- pass rate delle regole e astensione;
- override e correzioni umane;
- età della coda e tempo all’approvazione;
- rifiuti e correzioni post-pubblicazione;
- guardrail per errori gravi.
Modelli, prompt, tassonomie e regole sono versionati separatamente. I replay confrontano nuovi accettati e rifiutati; un guardrail deteriorato blocca il rilascio anche se la media migliora.
Governare i cambiamenti come policy
Le regole richiedono owner, motivazione, data, test e approvazione proporzionata. I modelli sono testati su casi etichettati, avversariali e degradati; campi sconosciuti, tipi errati o prove mancanti devono fallire in sicurezza. Shadow mode, coorte limitata e rollout graduale precedono la scala. L’adapter impone idempotenza, least privilege e rollback; nessun modello accede senza limiti al system of record.
La divisione del lavoro che scala
Non è «AI contro regole». I modelli trasformano evidenze variabili in candidati e fatti approvati in linguaggio; le regole esprimono policy ripetibile; le persone risolvono ambiguità e approvano rischi. Gli eventi collegano decisione, prova e versione. Il sistema deve distinguere ciò che è osservato, inferito e consentito e chi ha deciso. AI dove serve interpretare, regole dove la decisione è formulabile.